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Siamo preoccupati per il futuro della sanità veneta

Sette Ulss dal 2016, cosa cambierà?

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Siamo preoccupati per il futuro della sanità veneta

Padova, 27 agosto 2015

Siamo preoccupati per il futuro della sanità veneta

Dal 1 gennaio 2016 la Giunta della Regione Veneto farà partire la revisione delle Ulss venete: da 21 si passerà a 7. La necessità di razionalizzare le spese e di ridurre i costi nella sanità fa si che, secondo la proposta del governatore Zaia, a Padova avremo un'unica Ulss 5 "Euganea" che gestirà la sanità dell'intero territorio padovano. Se da un lato comprendiamo le difficoltà di chi amministra in questo periodo, dall'altro siamo preoccupati che vengano meno i servizi essenziali, in aiuto alle famiglie ed in particolare ai pensionati e che i livelli di qualità della sanità veneta peggiorino. La proposta di modifica, che vedrà la V Commissione impegnata nella discussione nei prossimi mesi, al momento non definisce chiaramente quale sarà il futuro degli attuali ospedali: Camposampiero, Cittadella, Piove di Sacco, Schiavonia e anche come verranno gestiti i distretti sanitari. Siamo preoccupati che i servizi ora garantiti e vicini ai pensionati vengano meno e siano più lontani dalle esigenze dei cittadini, soprattutto di quelli che vivono nelle zone rurali e più difficilmente raggiungibili. Nella proposta non si capisce quale sarà il ruolo della Conferenza dei sindaci e neanche se ne verrà istituita una unica ma crediamo che il controllo di chi amministra il territorio e che sta a contatto con i cittadini quotidianamente sia importante.

Ci preoccupa la realizzazione dell'Azienda zero che sicuramente potrà dare risultati dal punto di vista risparmio economico ma che non ha ancora ben definito che ruolo avranno le strutture regionali. E da chi sarà controllata? E poi chi detterà regole, programmi, controlli, erogazioni delle prestazioni, efficienza, qualità delle prestazioni sia sanitarie sia sociali?

Sul sociale, già pesantemente colpito a tutti i livelli, ci saranno ancora prospettive? Verrà totalmente incorporato o sarà completamente slegato dalla sanità? E i servizi territoriali previsti, la medicina di base integrata, i distretti sanitari vicini ai cittadini, il mantenimento della qualità della sanità veneta saranno ancora in previsione e considerati di fondamentale importanza per il territorio?

"Siamo preoccupati. Attendiamo fiduciosi gli incontri di concertazione previsti – sostiene il presidente Anp Padova Dino Milanello – per avere le risposte, con la speranza che le eventuali preoccupazioni e osservazioni vengano mitigate. Nostro compito sarà quello di difendere la buona sanità e di evitare che ci siano ulteriori penalizzazioni sul sistema sanitario e sul sociale".

Dino Milanello – Presidente Anp Padova

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