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Legge Stabilità, l'appello dell'Anp in Assemblea

"Ci sia l'aumento delle pensioni minime"

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Legge Stabilità, l'appello dell'Anp in Assemblea

L'Associazione nazionale pensionati della Cia si è riunita a Grosseto per fare il punto sulla situazione degli anziani, schiacciati da assegni bassi, fiscalità eccessiva e servizi socio-sanitari ridotti. Grosseto, 15 settembre 2016

Legge Stabilità, l'appello dell'Anp in Assemblea

Tenere alta l'attenzione sul governo che ha promesso un intervento per aumentare le pensioni minime nella prossima legge di Stabilità. L'appello è arrivato dall'Assemblea nazionale dell'Anp-Cia, che si è riunita a Grosseto nei giorni scorsi. Centinaia di pensionati hanno gremito l'Hotel Granduca, in rappresentanza degli oltre 400 mila iscritti.

I numeri sono impietosi: l'83,7% degli associati all'Anp percepisce un assegno mensile inferiore a 1.000 euro e addirittura il 44,6% ha una pensione che arriva appena ai 502 euro mensili, ossia il valore del trattamento minimo. E gran parte di queste "mini-pensioni" sono concentrate nel settore primario.

Per questo l'Anp-Cia ha ritenuto di dover "svegliare la politica", con la presentazione la scorsa primavera di una petizione rivolta al presidente del Consiglio Matteo Renzi per l'incremento delle pensioni basse, che ha raccolto oltre 100 mila firme.

"I pensionati al minimo -ha detto il presidente nazionale dell'Anp Vincenzo Brocco- da ben 9 anni sono dimenticati dalle istituzioni e dalla politica". Già ad aprile, a seguito della nostra petizione, il premier ha annunciato di voler intervenire sulle pensioni basse con la prossima Finanziaria. "Non sappiamo ancora di quale entità si tratti -ha continuato Brocco- ma certamente saremo vigili e lavoreremo perché i pensionati dell'agricoltura e, in generale, i pensionati con gli assegni più bassi possano iniziare a recuperare qualcosa". Inoltre "continueremo l'iniziativa nel Paese per ottenere pensioni come nel resto d'Europa, pari al 40% del reddito medio nazionale, e quindi pensioni minime a 650 euro al mese anziché a 502 euro come attualmente succede. Continueremo altresì -ha concluso- a rivendicare la riduzione del carico fiscale abnorme: oggi un pensionato paga 100 euro di Irpef in più rispetto a un lavoratore dipendente".

Ad aggravare la situazione, è emerso in Assemblea, la continua erosione del potere d'acquisto delle pensioni, dovuta a un paniere Istat che non rispecchia le peculiarità di consumo delle persone anziane e non consente l'adeguata rivalutazione annuale degli assegni. L'Anp-Cia ha proposto che sia invece preso in considerazione l'utilizzo dell'indice Ipca, quello utilizzato in tutti i paesi dell'Ue perché aderisce maggiormente ai consumi effettivi e reali dei pensionati, soprattutto in riferimento a chi ha redditi più bassi.

In più, nel campo socio-assistenziale e sanitario, la costante riduzione dei servizi essenziali nelle aree rurali e montane è divenuta una drammatica realtà, con le Regioni e i Comuni impegnati a ridurre in maniera indiscriminata l'erogazione delle misure economiche a sostegno delle famiglie, degli anziani e delle persone non autosufficienti. Occorrerebbe invece rifinanziare i fondi pubblici a carattere sociale, anche per contrastare il crollo dei consumi alimentari delle famiglie, chiamate a far fronte direttamente alle irrinunciabili spese sanitarie, farmaceutiche e di assistenza agli anziani e ai disabili.

Il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino, concludendo i lavori dell'Assemblea, ha quindi ricordato come il lavoro dei pensionati abbia contribuito allo sviluppo complessivo del Paese: "Investire e sostenere l'agricoltura significa investire economicamente in quelle zone nelle quali l'impresa opera assicurando servizi adeguati agli imprenditori agricoli e ai residenti". La Cia, ha aggiunto Scanavino, "è al fianco degli anziani che, a causa dei redditi bassi, si ritrovano a salire sul trattore e continuare a lavorare a quasi 80 anni. Per questo, resta alto l'impegno di tutta la Confederazione nel sostenere le proposte e le iniziative dell'Anp in tutto il Paese".

Dopo l'Assemblea nazionale, oltre 1.000 pensionati della Cia si sono diretti in corteo in piazza Caduti di Nassirya a Grosseto, dove si è svolta la manifestazione conclusiva alla presenza del vicepresidente nazionale della Cia Alessandro Mastrocinque, del presidente della Cia Toscana Luca Brunelli, del presidente della Cia Grosseto Enrico Rabazzi e della presidente di Cia Marche Mirella Gattari. Ha concluso la manifestazione, dopo il saluto del sindaco della città, la vicepresidente vicaria della Cia Cinzia Pagni.

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