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Poco più di 500 euro al mese Così viviamo

Intervista del Corriere della Sera di Fabio Savelli a Bruno Rettore 30 marzo 2016 È così combattivo che è appena stato...

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Poco più di 500 euro al mese Così viviamo

Intervista del Corriere della Sera di Fabio Savelli a Bruno Rettore 30 marzo 2016

Poco più di 500 euro al mese Così viviamo

È così combattivo che è appena stato ricevuto dalla vicepresidente del Senato Marina Sereni. Ha voluto sensibilizzare uno dei vertici di Palazzo Madama sulle pensioni molto basse degli ex coltivatori di terra. Lui è Bruno Rettore, 75 anni, vive a Borgoricco a metà strada tra Padova e Venezia. Percepisce una pensione di 502 euro al mese dopo 35 anni di contributi. Sua moglie prende poco più di lui: 510 euro. Ha una casa di proprietà «perché noi agricoltori l'abbiamo costruita da soli la nostra abitazione». Due figli che hanno studiato. Uno è medico dopo una laurea conseguita con il massimo dei voti. Che lo ha anche aiutato con i proventi delle borse di studio che vinceva regolarmente. Tre nipotine, tre femminuccie.

Bruno è un attivista dell'associazione nazionale dei pensionati della confederazione italiana degli agricoltori. Si sta "sbracciando" molto sul tema dell'assegno minimo. In passato ha sostenuto le battaglie sulle quote latte. «Ora — dice — stiamo provando a sensibilizzare le istituzioni sul fatto che con 500 euro al mese è complicato tirare avanti». Bruno rivendica di aver lavorato per una vita: «Ho cominciato a 14 anni nell'azienda agricola di famiglia. Mio padre versava regolarmente per me i contributi all'Inps, poi ho continuato a farlo io tutti gli anni». È in pensione dal 1992, sempre alla stessa cifra. In casa adesso entrano poco più di mille euro al mese e di certo non ci sono slanci di entusiasmo. «Non faccio ferie da parecchio. Al massimo una gita fuori di porta di due, tre giorni. Poi devo rincasare per tutti gli animali che abbiamo. Non me la sento di lasciarli soli». Conigli, galline, polli. «Fortunatamente non destiniamo troppi soldi alla spesa. Viviamo coltivando la nostra terra», sottolinea. Tra acqua, gas e telefono se ne vanno circa 200 euro ogni due mesi. Un salasso per chi ha entrate ridotte al lumicino. Eppure la dignità resta, nonostante pensioni minime.

 

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