Salta al contenuto

Consegnata alla Presidenza del Consiglio la petizione di Anp-Cia

100mila firme raccolte per l'aumento delle pensioni basse

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Indietro

Consegnata alla Presidenza del Consiglio la petizione di Anp-Cia

Roma, 23 giugno 2016

Consegnata alla Presidenza del Consiglio la petizione di Anp-Cia

Necessario aumentare le pensioni basse. Per chiedere un intervento del Governo in questa direzione oggi una delegazione composta dal vicepresidente nazionale della Cia Alessandro Mastrocinque e dal presidente nazionale di Anp Vincenzo Brocco -accompagnato dai vicepresidenti Giovanna Gazzetta, Alessandro Del Carlo e Valter Manfredi- sono stati ricevuti dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini.

La raccolta delle firme -hanno spiegato Anp e Cia- è partita nel maggio scorso su tutto il territorio nazionale, con l'obiettivo di sensibilizzare opinione pubblica, istituzioni e partiti, e sono state raccolte già oltre 100 mila adesioni per chiedere all'esecutivo: l'aumento delle pensioni minime; l'estensione del bonus di 80 euro ai pensionati al di sotto dei mille euro mensili (oltre l'80% dei pensionati iscritti all'Anp ha una pensione che oscilla da un minimo di 502 a 1.000 euro mensili); l'ampliamento delle aree esenti da tasse; una sanità pubblica più efficiente con la medicina integrata, anche per chi vive nelle zone rurali; interventi per la non-autosufficienza. Lo stesso Comitato dei diritti sociali del Consiglio d'Europa ha denunciato la violazione, in Italia, della Carta Sociale Europea: infatti i minimi di pensione dovrebbero essere pari al 40% del reddito medio nazionale.

"Un'iniziativa nata -ha evidenziato Mastrocinque- per richiamare le istituzioni e le forze politiche su un tema centrale per la sostenibilità del tessuto sociale del Paese. C'è da garantire una vita dignitosa a milioni di anziani, che hanno lavorato per far crescere l'Italia e ora si trovano costretti a vivere nel più profondo disagio. Per questo si è ritenuto di non scendere in piazza, ma di aprire un confronto costruttivo sulla situazione precaria nella quale tanti pensionati oggi sono costretti a vivere (agricoltori, ex mezzadri, ex contadini, ex coloni, braccianti). Donne e uomini che, dopo una vita di lavoro nei campi, percepiscono una pensione che non supera i 500 euro mensili".

"La nostra non è solo una richiesta assistenziale -ha aggiunto Brocco- ma un volano di sviluppo. Un aumento delle pensioni equivale anche a un rinnovamento generazionale con una conseguente crescita della produttività del settore. Un adeguamento degli assegni pensionistici permetterebbe una vita più dignitosa e un maggior ingresso di giovani in agricoltura. La concessione dell'atteso bonus di 80 euro alle pensioni basse infatti -ha concluso il presidente dell'Anp- avvierebbe un processo virtuoso, oltre che per i pensionati, per la stessa economia delle aree rurali: 70.000 aziende, tramite lo strumento delle società di affiancamento, potrebbero essere lasciate a potenziali giovani under 40 disoccupati".

Torna alle news