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Dpcm Natale: Anp-Cia, priorità evitare terza ondata ma non bloccare piccoli centri

Garantire mobilità adeguata per le festività nelle aree interne, fatte di micro comuni e abitate da molti anziani.

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Dpcm Natale: Anp-Cia, priorità evitare terza ondata ma non bloccare piccoli centri

09 dicembre 2020

E' assolutamente prioritario contenere la diffusione del Covid per evitare altri morti e una terza ondata dell'epidemia, ma è altrettanto necessario garantire regole eque a tutti i cittadini e territori italiani, soprattutto nei giorni delle festività natalizie. Così Anp-Cia, l'Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, commentando l'ultimo Dpcm del Governo.

Anp, dall'inizio del lockdown, è impegnata costantemente nel raccomandare ai propri associati il rispetto delle regole e la prudenza nei comportamenti, oltre a mettere in campo azioni concrete con Cia, Donne in Campo e Agia, come la consegna a domicilio -in primis agli anziani- dei prodotti e dei piatti delle aziende agricole e agrituristiche, attraverso il portale I prodotti dal campo alla tavola. L'attuazione delle regole, però, non deve provocare disparità tra cittadini e territori, come invece potrebbe succedere a causa del divieto di spostamento tra Comuni previsto dal Dpcm il 25 e 26 dicembre e il primo gennaio.

"Si tratta certamente di una decisione giusta e appropriata per le grandi città, ma che penalizza i piccoli centri e le aree rurali, spesso composte da micro comuni, e impedisce gli spostamenti dei residenti lungo le vallate e all'interno di zone omogenee che sono, di fatto, comunità locali -spiega il presidente nazionale di Anp, Alessandro Del Carlo-. Pensiamo in particolare ai molti anziani che abitano in aree interne e marginali, per i quali si deve garantire una mobilità e una qualità della vita adeguata, tanto più nei giorni di festa".

"In ogni piccolo centro, come in ogni grande città, bisogna trovare le soluzioni più adatte per contenere la diffusione dell'epidemia e, al contempo, tutelare le persone evitando l'isolamento e l'abbandono -continua Del Carlo- e preservando la socialità e il benessere della comunità. Con criteri di proporzione ed equità necessari a una visione del futuro che apra a una maggiore prosperità del territorio nazionale e di chi lo abita".

 

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